La sezione ENS di Treviso ha voluto commemorare questa importantissima tappa del 60simo Anniversario di Fondazione con una cerimonia il 04 dicembre 2011 presso la chiesa di Santa Maria di Sala a Venezia. La scelta del luogo non è stata casuale, in questa chiesa c’è un parroco che tutti i sordi trevigiani conoscono molto bene: Don Paolo Cecchetto, sacerdote udente, che celebra in Lingua dei Segni Italiana. Don Paolo ci ha dato il benvenuto e assieme al nostro attuale presidente ENS di Treviso, Max Zanin, ha voluto ricordare tutti quelli che hanno lavorato con amore e dedizione all’Ens a partire dal nostro 1° presidente Spartaco Biasibetti e tutti gli altri presidenti che lo hanno succeduto fino ad oggi. Ha ricordato anche tutti consiglieri che hanno collaborato nel trevigiano; un pensiero è volato anche a tutti i volontari del circolo, dello sport, della terza età, delle pari opportunità, del teatro... tutti hanno offerto grandissimo contributo di valore storico per sostenere il nostro ENS fino ai giorni nostri.
Abbiamo ricordato e pregato anche per tutti i sordi soci che si sono addormentati nel tempo e che oggi non sono più tra noi. Dopo la benedizione e la Santa Messa, ci siamo diretti presso il Ristorante Villa Pace Bolognese a Preganziol (TV) per un pranzo conviviale fra i soci. Presente fra le autorità il consigliere regionale Luigino Corte in qualità di rappresentante del Consiglio Regionale ENS Veneto. Presente naturalmente il nostro amatissimo Don Paolo Cecchetto, il presidente ENS di Treviso assieme al suo consiglio provinciale Ida Nascimben e Corrado Tronchin. Terminato il pranzo il presidente Max Zanin ha ringraziato tutti i presenti, ha spiegato con rammarico che a causa di dati mancanti nell’archiviazione tesseramenti nel decennio 1961-1971 non è stato possibile provvedere alla consegna delle medaglie di fedeltà dei 60-50-40 anni ai soci. Questo inconveniente può essere dipeso dai frequenti traslochi passati quando l’Ens Trevigiano cambiò per ben quattro volte la sua sede. La prima sede a palazzo Filodrammatici, la seconda in Via San Leonardo, la terza in Via Roma e la quarta e attuale sede in Via Sant’Elena Imperatrice. Il presidente Max ha promesso che si impegnerà moltissimo per ricercare i dati mancanti e di riproporre più avanti la consegna delle medaglie di fedeltà. Il consiglio attuale però ha preparato comunque un Attestato di Benemerenza da consegnare a ciascun socio tesserato presente. Max ha proseguito il suo discorso aggiornando i soci della situazione ENS e delle novità da Roma. Ha preso parola anche il consigliere regionale Luigino Corte, ricordando a tutti che 60 anni è una giorno molto speciale, il ringraziamento e il merito va a tutti i dirigenti, volontari e soci che hanno sostenuto negli anni l’ENS facendo dell’ENS una strada della propria esistenza. È intervenuto in seguito il socio Lucio Milanese, esponendo la breve storia dell’ENS di Treviso, ricordando tutti i presidenti che hanno diretto la sezione Trevigiana. In particolare ha ricordato alcuni soci presenti alla festa che in passato hanno rivestito cariche direttive.
Al termine è seguita la poesia LIS dedicata al 60simo Anniversario di Fondazione, ha recitato l’attrice Alessandra Marigonda, responsabile della sua compagnia teatrale 3Visi del suddetto Ens. Applauditissima hanno esultato tutti per le belle note poetiche in lingua dei segni al pari di una reginetta della festa. In chiusura sono stati consegnati a tutti i soci presenti degli Attestati di Benemerenza per ricordare questo importantissima giornata, che ha lasciato deliziosamente un segno di appartenenza a tutti noi. Ogni socio è stato immortalato da una foto con l’Attestato assieme alle autorità presenti. L’ENS è tutt’oggi un emblema che illumina le nostre vie. ENS è anche motivo di unità e fratellanza fra i sordi. Volgiamo ora lo sguardo a nostro papà Magarotto al nostro primo presidente ENS trevigiano Spartaco Biasibetti per un GRAZIE di cuore di essere esistiti, di averci dato una sezione a Treviso, di averci dato una casa e un futuro di persone sorde.
Redaz. www.enstreviso.it
foto di Alice Cavasin